Il perché di un locale DEPROSECCHIZZATO


A scanso di equivoci, fin da subito ci teniamo a puntualizzare che noi non siamo contro il Prosecco e tantomeno contro i produttori di Prosecco. Viceversa, riteniamo che anche in questa tipologia di vino spumante rientrino molti ottimi produttori con altrettante ottime etichette.

Quando abbiamo aperto 365 Monferrato Vineria – Osteria di Cella Monte, però, sopra il bancone della mescita abbiamo affisso un cartello con la scritta “Locale Deprosecchizzato”. Visto e considerato che molti di voi ci continuano a domandare del perché di questa scelta, proviamo a dare una spiegazione.

Nel durante delle prime quattro settimane di apertura della vineria, ci siamo resi conto che molti clienti sono rimasti quasi smarriti di fronte alla scritta “Locale Deprosecchizzato”. Qualcuno ha addirittura pensato che avessimo scelto di non proporre lo spumante nella sua totalità. Questo perché, nel bene o nel male, la dirompente forza commerciale del Prosecco ha trasformato una singola denominazione di un vino in un modo di dire allargato a tutti gli spumanti che nulla centrano con quello prodotto in Veneto e in Friuli; per molti consumatori, infatti, il Prosecco è sinonimo di spumante tout court . Chiedere un Prosecco, o ancora peggio un “Prosecchino”, quindi, anche sulle colline piemontesi sta diventando un modo di dire associabile alla generica richiesta di uno spumante.

A questo riguardo è utile riassumere a grandi linee cosa sia il Prosecco.

Con oltre 550 milioni di bottiglie, Il Prosecco viene prodotto nelle province del Veneto, esclusa Rovigo e Verona (circa 80% del totale), e in tutte le province del Friuli-Venezia Giulia(circa 20% del totale). Oggi il Prosecco è il vino italiano più esportato all'estero e nel 2014 ha addirittura superato per la prima volta lo Champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo. Lo Champagne vanta una produzione di circa 300 milioni di bottiglie. Stando ai dati generali in riferimento a queste due tipologie di vini spumanti, però, lo champagne (che ha tradizioni più antiche e richiede più tempi e investimenti) è venduto a un prezzo medio di 26,72 euro a bottiglia, il prosecco a 3,88. Sette volte di meno. In base a uno studio del Cirve (Centro Interdipartimentale Ricerca in Viticoltura ed Enologia, legato all’università di Padova) una bottiglia di prosecco costa in media al produttore (un euro e 65 l’uva, uno e 12 centesimi la vinificazione e l’imbottigliamento, 46 centesimi la bottiglia di vetro, 17 il tappo, 3 la gabbietta, 4 la capsula e così via) 3 euro e 71 centesimi. E’ quindi del tutto evidente che questa tipologia di vino spumante, a livello generale, ha riscontrato il favore del pubblico grazie alla sua semplicità di bevuta e al suo basso prezzo. In riferimento ad altre tipologie di spumanti italiani, a fronte degli oltre 550 milioni di bottiglie di Prosecco, il Franciacorta vanta una produzione di circa 18 milioni di bottiglie, il Trento circa 8 milioni di bottiglie e l’Alta Langa circa 1 milione.

In sostanza, quindi, Prosecco non è sinonimo di spumante in senso lato ma è la denominazione di un preciso spumante prodotto in Veneto e in Friuli. Chiedere un “Prosecchino” di un produttore locale tra le colline del Monferrato, ha lo stesso significato di chiedere un “Barolino” di un produttore locale in Toscana o in qualsiasi altra area geografica che non siano le Langhe; ovvero non ha nessun significato di buon senso. Ragionando su un discorso di basso prezzo e grandi quantità, sempre sulle colline monferrine sarebbe addirittura come chiedere un “Tavernellino” di un produttore locale nella zona di Nizza Monferrato, patria della Barbera o della zona di Vignale, patria del Grignolino del Monferrato.

E tutto questo, a fronte di un discorso legato alla tipicità del territorio, a noi non piace. Noi amiamo quando un cliente ci chiede un Alta Langa o, più in generale, un metodo classico piemontese. Amiamo molto anche quando un cliente ci chiede un metodo Martinotti piemontese. Ci piace raccontare l’antica tradizione spumantiera del Piemonte nonché quella dei viticoltori con cui collaboriamo e in cui crediamo. Ci piace sognare di contribuire alla promozione del nostro territorio e alla valorizzazione dei suoi prodotti d’eccellenza. Infine, ci piace sognare che nel prossimo futuro tutto il Monferrato ritrovi l’orgoglio necessario e la consapevolezza di essere una delle più vocate aree vitivinicole italiane.

Tutto ciò quest'estate con i vini spumanti e bianchi, in autunno e inverno con i grandi vini rossi del Monferrato.


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